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Il mandorlo | Varietà | Mandorlicoltura | La leggenda | Ultimi 50 anni | Le ricette | Contatti |
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Il mandorlo coltivato (Prunus amygdalus) appartiene alla famiglia delle rosacee, sottofamiglia prunoideae. Il frutto è una drupa ovoidale o allungata con esocarpo (mallo) carnoso, verde, a volte sfumato di rosso. |
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Endocarpo (guscio legnoso) di consistenza variabile secondo la varietà. Il seme (mandorla) è ricoperta da un’epidermide liscia o rugosa di colore oscillante dall'ocra al marrone. |
La pianta ha una bellissima e precoce fioritura che le consente di poter superare agevolmente i periodi estivi di eventuale siccità, e già dai primi del mese di gennaio i suoi rami si ricoprono di fiori profumati e candidi.
In Italia questa pianta viene coltivata in Sicilia e Puglia. Agrigento è, insieme a Siracusa, la zona dove questo albero è ampiamente diffuso.
Nella provincia di Agrigento il mandorlo, viene innestato su "Mandorlo amaro" e raramente su "GF677" (Mandorlo x pesco), occupa circa 15 mila ettari e viene coltivato in tutti i territori comunali. I terreni interessati vanno da pochi metri sul livello del mare fino alla quota di 800-850 metri. Il Mandorlo trova diffusione su terreni permeabili e ricchi di scheletro. Nella provincia agrigentina i vecchi mandorleti disetanei e con sesti irregolari, vengono sostituiti da mandorleti moderni monovarietali e con sistemi d'impianto razionali. Nei primi il panorama varietale è molto ampio con prevalenza di cultivar a guscio duro e con produzioni (circa 10 ql.x ha) e rese molto basse (intorno al 20 per cento).
Nei nuovi impianti le varietà più diffuse sono la "Tuono" e la "Supernova" con guscio semi-premice e con produzioni più elevate (15-20 ql x ha in guscio) e rese intorno al 30-35%.